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Normativa05 agosto 2026 5 min di lettura

EPR tessile e DPP: come si intrecciano i nuovi obblighi europei

I regimi di responsabilità estesa del produttore si stanno diffondendo in Europa: ecco come il passaporto digitale dovrà dialogare con questi sistemi per garantire conformità e circolarità.

Cos'è l'EPR tessile e perché sta accelerando

La responsabilità estesa del produttore (EPR, Extended Producer Responsibility) obbliga chi immette prodotti tessili sul mercato a finanziare la raccolta, il riutilizzo e il riciclo a fine vita. Non è un concetto nuovo: la Francia ha introdotto l'EPR tessile già nel 2007 con l'ente Refashion, raccogliendo oltre 270.000 tonnellate di tessili nel 2023 (Refashion, Rapport Annuel 2023).

La novità è l'estensione obbligatoria a tutta l'Unione. La revisione della Direttiva Quadro sui Rifiuti richiede a ogni Stato membro di istituire regimi EPR per i tessili entro il 1° gennaio 2025 (Direttiva UE 2018/851, art. 11). Nel frattempo, Paesi Bassi, Svezia, Ungheria e Belgio hanno già annunciato i propri schemi.

Il panorama EPR in Europa

Fonte: European Environment Agency, 2024; legislazioni nazionali

In Italia il Ministero dell'Ambiente sta lavorando al decreto attuativo, con aspettative di operatività entro la seconda metà del 2025.

Dove si incontrano EPR e DPP

Il regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) stabilisce che il passaporto digitale di prodotto debba contenere tutte le informazioni necessarie per la gestione del fine vita (Regolamento UE 2024/1781, art. 8). Questo crea un legame diretto con l'EPR: i dati nel DPP alimenteranno i calcoli delle tariffe e le procedure di smistamento.

Flusso dati EPR ↔ DPP
Brand
Crea il DPP con dati di composizione e circolarità
Registro DPP
Archivia e rende accessibili i dati via ID univoco
Sistema EPR
Calcola tariffe e gestisce raccolta/riciclo
Feedback: tassi di riciclo effettivi → miglioramento design

Quali dati deve contenere il DPP per l'EPR

Il passaporto digitale non è solo una carta d'identità del prodotto: è il veicolo informativo che permette agli operatori del fine vita di prendere decisioni corrette. Per l'EPR servono in particolare:

  • Composizione fibre (percentuali esatte, incluse fibre miste)
  • Presenza di sostanze pericolose (SVHC, PFAS, ritardanti di fiamma)
  • Istruzioni di disassemblaggio (bottoni, cerniere, elementi non tessili)
  • Score di durabilità (cicli di lavaggio, resistenza all'abrasione)
  • Indice di riciclabilità (mono-materiale vs blend complessi)

In Francia, Refashion applica già l'eco-modulazione: prodotti più durevoli e riciclabili pagano tariffe ridotte fino al 50%, mentre quelli difficili da riciclare subiscono malus fino al 100% (Refashion, Barème 2024).

La sfida dell'interoperabilità

Ogni Stato membro sta sviluppando il proprio schema EPR, ma il DPP sarà europeo. La Commissione sta lavorando a specifiche tecniche per garantire che i sistemi nazionali possano interrogare il registro centrale dei passaporti (ESPR Delegated Acts, in consultazione 2024-2025).

Il rischio concreto: frammentazione. Un brand che vende in Francia, Italia e Germania potrebbe dover adattare i propri DPP a tre sistemi EPR diversi. Per questo è fondamentale costruire oggi un'infrastruttura dati flessibile, basata su standard aperti.

Timeline: cosa succede e quando

Fonte: Commissione Europea, Roadmap ESPR 2024

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