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Guida18 settembre 2026 5 min di lettura

Coinvolgere design e sourcing nel progetto DPP: una guida pratica

Il Digital Product Passport non è solo un obbligo normativo — è un'opportunità per ripensare i flussi interni, allineando i team creativi e di approvvigionamento fin dalle prime fasi del processo.

Il problema: dati frammentati, tempi stretti

Molti brand affrontano il Digital Product Passport come un adempimento da gestire a valle, quando il prodotto è già in produzione o — peggio — quando è pronto per la vendita. Il risultato? Una corsa contro il tempo per recuperare informazioni disperse tra email, file Excel e fornitori poco reattivi.

Secondo uno studio di Textile Exchange, il 73% delle aziende moda dichiara di non avere visibilità completa sulla propria supply chain oltre il Tier 1 (Textile Exchange, 2023). Eppure il Regolamento ESPR richiede dati che risalgono fino alle materie prime: composizione fibrosa, paese di origine, certificazioni ambientali, istruzioni di cura e riciclo.

La domanda diventa: chi possiede queste informazioni? E quando vengono generate?

Dove nascono i dati del DPP

La risposta è meno ovvia di quanto sembri. Analizziamo i principali campi richiesti dal passaporto digitale e il reparto che ne detiene la conoscenza originaria:

Come si vede, almeno il 60% dei dati nasce prima che il prodotto raggiunga la fase di compliance. Aspettare significa rincorrere.

Un nuovo modello: la raccolta dati distribuita

L'approccio più efficace prevede di integrare la raccolta dati DPP nei flussi esistenti, assegnando a ogni reparto la responsabilità ("ownership") dei campi di propria competenza.

1. DESIGN & CONCEPT
Durabilità, riparabilità, BOM iniziale
2. SOURCING & PROCUREMENT
Composizione, origine, certificazioni, fornitori
3. SVILUPPO PRODOTTO
BOM finale, istruzioni cura, schede tecniche
4. COMPLIANCE / SUSTAINABILITY
Validazione, aggregazione, generazione DPP

In questo modello, il team compliance non "raccoglie" i dati — li valida e aggrega. La differenza è sostanziale: si passa da un collo di bottiglia centralizzato a un flusso parallelo.

Come implementare il cambiamento

1. Mappare i touchpoint esistenti

Prima di creare nuovi processi, analizzate dove i dati vengono già generati. Spesso esistono già — in PLM, ERP, o nei file di sviluppo — ma non sono strutturati per il DPP. L'obiettivo è intercettarli, non duplicarli.

2. Definire template condivisi

Ogni reparto deve sapere esattamente quali campi compilare e in quale formato. Un template unico per la scheda materiale, ad esempio, può includere fin da subito i campi richiesti dal DPP.

3. Formare i team

Il DPP non è solo un tema per specialisti. Secondo McKinsey, le aziende che investono in formazione trasversale sulla sostenibilità riducono del 40% i tempi di raccolta dati (McKinsey, 2024). Un workshop di mezza giornata per designer e buyer può fare la differenza.

4. Integrare nei gate di approvazione

Se il passaggio da una fase all'altra (concept → sviluppo → produzione) richiede un'approvazione formale, aggiungete un check sui dati DPP. Nessun materiale entra in collezione senza le informazioni minime.

Domande frequenti

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