Giornale
Guida14 agosto 2026 5 min di lettura

DPP e calendario collezioni: quali dati servono e quando

Una guida pratica per integrare la raccolta dei dati del Digital Product Passport nelle fasi di sviluppo prodotto, dalla scheda tecnica al lancio in negozio.

Il problema: dati giusti, momento sbagliato

Ogni collezione segue un calendario serrato. Dalla prima moodboard al campionario, dalla produzione alla consegna in negozio, i team lavorano su scadenze che lasciano poco margine. Quando il Digital Product Passport diventerà obbligatorio per i prodotti tessili — previsto dal 2027 secondo le tempistiche ESPR (European Commission, ESPR Regulation 2024/1781) — ogni capo dovrà portare con sé un set completo di informazioni digitali.

Il rischio concreto? Arrivare a fine stagione e scoprire che mancano dati essenziali: la certificazione di un fornitore, la composizione esatta di un accessorio, il paese di una lavorazione intermedia. Informazioni che esistono, ma disperse tra email, file Excel e sistemi non collegati.

Quali dati richiede il DPP

Il regolamento ESPR e gli atti delegati in preparazione definiscono categorie precise. Per i prodotti tessili, le informazioni obbligatorie si raggruppano in quattro aree principali:

A questi si aggiungono dati ambientali come la carbon footprint e il consumo idrico, attualmente in fase di definizione metodologica tramite la Product Environmental Footprint (PEF) (European Commission, JRC Technical Reports, 2023).

Mappare i dati sulle fasi di sviluppo

Non tutti i dati nascono nello stesso momento. Ecco come si distribuiscono lungo il calendario di una collezione tipica:

Concept
(-12 mesi)
Nome collezione, codici prodotto, descrizioni base, target di sostenibilità
Sviluppo
(-9 mesi)
Distinta base, composizione fibre, fornitori selezionati, specifiche tecniche
Campionario
(-6 mesi)
Certificazioni materiali, test di durabilità, istruzioni di cura validate
Produzione
(-3 mesi)
Tracciabilità lotti, dati di filiera effettivi, numeri di serie, certificati di conformità
Lancio
(0)
DPP completo, QR code generato, collegamento al data carrier

La fase critica è la produzione: è qui che i dati "teorici" della scheda tecnica diventano dati "reali" legati a lotti specifici. Se i fornitori non sono preparati a trasmettere queste informazioni in formato strutturato, il collo di bottiglia è garantito.

Tre azioni concrete per iniziare oggi

1. Audit dei dati esistenti Mappate quali informazioni già raccogliete e in quale formato. Molti brand scoprono di avere l'80% dei dati necessari, ma frammentati in sistemi diversi.

2. Coinvolgimento fornitori Il DPP è un progetto di filiera. I fornitori devono sapere quali dati dovranno fornire e in quale formato. Secondo un'indagine di Euratex, solo il 34% delle PMI tessili europee si considera preparato ai requisiti di tracciabilità digitale (Euratex, 2023).

3. Integrazione nel PLM Se usate un sistema di Product Lifecycle Management, verificate che possa ospitare i campi richiesti dal DPP o esportarli verso un registro esterno. L'obiettivo è evitare la doppia digitazione.

Domande frequenti

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