Giornale
Normativa19 agosto 2026 5 min di lettura

Registri DPP nazionali: come prepararsi ai portali di ciascuno Stato membro

Con l'avvicinarsi delle scadenze ESPR, i brand devono capire come funzioneranno i registri nazionali e se sarà necessario gestire integrazioni multiple.

Il quadro normativo: un registro per ogni Stato

Il Regolamento ESPR (EU 2024/1781) stabilisce che i Digital Product Passport debbano essere accessibili attraverso registri gestiti a livello nazionale. Secondo l'articolo 12 del regolamento, ogni Stato membro designa un'autorità competente responsabile della gestione del proprio registro e della verifica dei dati caricati (Gazzetta Ufficiale UE, 2024).

Questo approccio decentralizzato rispecchia la struttura amministrativa dell'Unione, ma pone una sfida concreta per i brand: chi esporta in Francia, Germania e Italia potrebbe dover caricare dati su tre portali diversi, con specifiche tecniche e procedure di validazione differenti.

Lo stato dell'arte nei principali mercati

Francia
ADEME guida il progetto pilota tessile. Specifiche API in consultazione Q1 2026.
Germania
UBA sta sviluppando il portale. Focus su interoperabilità con sistemi esistenti (LUCID).
Italia
MASE coordinatore designato. Tavolo tecnico con Unioncamere avviato a fine 2025.
Spagna
MITECO in fase di studio. Nessuna specifica tecnica pubblica ad oggi.

La Francia è il paese più avanzato: l'ADEME ha già condotto progetti pilota nel settore tessile con la legge AGEC e sta ora adattando l'infrastruttura esistente ai requisiti ESPR (ADEME, 2025). La Germania punta a integrare il nuovo registro con il sistema LUCID, già operativo per gli imballaggi (Umweltbundesamt, 2025).

Cosa sappiamo dei requisiti tecnici

Sebbene le specifiche complete non siano ancora pubbliche, i documenti di consultazione e i tavoli tecnici hanno delineato alcuni elementi comuni:

La Commissione Europea ha pubblicato linee guida preliminari sul formato dati nel Technical Annex del regolamento ESPR, indicando JSON-LD come formato preferito per garantire interoperabilità semantica (European Commission, JRC, 2025).

Il nodo dell'interoperabilità

La vera incognita riguarda il coordinamento tra registri nazionali. Il regolamento ESPR prevede la creazione di un "portale web pubblico" a livello europeo che permetta l'accesso ai DPP indipendentemente dal paese di registrazione (art. 13, ESPR). Tuttavia, la Commissione ha indicato che questo portale sarà operativo solo "in una fase successiva", senza specificare una data (European Commission, Q&A ESPR, 2024).

Nel frattempo, i brand si trovano di fronte a due scenari:

Scenario A: Upload multiplo
Ogni mercato richiede registrazione separata. I brand gestiscono N integrazioni per N paesi di vendita.
Scenario B: Single entry point
Upload su un registro (es. paese di produzione), propagazione automatica via sistema UE.

Al momento, lo scenario A appare più probabile nel breve termine. I brand dovrebbero prepararsi a gestire integrazioni multiple, almeno fino al 2028-2029.

Come prepararsi concretamente

Anche senza specifiche definitive, ci sono azioni che i brand possono intraprendere oggi:

  1. Centralizzare i dati di prodotto in un sistema strutturato, evitando fogli di calcolo sparsi tra reparti
  2. Adottare identificatori standardizzati (GS1 GTIN, GLN) per prodotti e stabilimenti
  3. Documentare la supply chain con livello di dettaglio sufficiente per i requisiti ESPR (tier 1-3 minimi)
  4. Predisporre capacità API nel proprio stack tecnologico, anche se le specifiche cambieranno
  5. Monitorare i tavoli tecnici nei mercati prioritari — le consultazioni pubbliche sono il momento per influenzare le scelte

Domande frequenti

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