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Normativa02 settembre 2026 5 min di lettura

PMI e ESPR: soglie, esenzioni e obblighi semplificati

Una guida pratica per capire se il tuo brand tessile rientra negli obblighi del Digital Product Passport e quali semplificazioni si applicano alle PMI.

Il contesto: l'ESPR e il settore tessile

Il Regolamento Ecodesign per i Prodotti Sostenibili (ESPR, Regolamento UE 2024/1781) è entrato in vigore il 18 luglio 2024 (Gazzetta Ufficiale UE, 2024). Per il settore tessile, rappresenta un cambio di paradigma: ogni capo immesso sul mercato europeo dovrà essere accompagnato da un Digital Product Passport che ne documenti composizione, origine, impatto ambientale e istruzioni per il fine vita.

Ma cosa significa questo per le PMI italiane del tessile? La domanda è tutt'altro che banale: secondo Eurostat, oltre il 99% delle imprese tessili europee sono PMI, e in Italia questa percentuale è ancora più alta (Eurostat, 2023).

Chi è considerato PMI secondo l'UE?

Prima di analizzare le esenzioni, è fondamentale chiarire la definizione europea di PMI, stabilita dalla Raccomandazione 2003/361/CE:

Per rientrare in una categoria, l'impresa deve rispettare il criterio dei dipendenti e almeno uno dei due criteri finanziari. Attenzione: nel calcolo vanno incluse anche le imprese collegate e associate (Commissione Europea, Guida utente PMI, 2020).

Cosa prevede l'ESPR per le PMI

L'ESPR non esenta le PMI dagli obblighi DPP, ma introduce tre meccanismi di semplificazione:

Meccanismi di semplificazione ESPR per PMI
1. Tempistiche differenziate
Periodi di transizione più lunghi rispetto alle grandi imprese
2. Requisiti proporzionati
Set di dati ridotto nei primi anni di applicazione
3. Supporto dedicato
Obbligo per gli Stati membri di fornire assistenza tecnica

Tempistiche di applicazione

Gli atti delegati per il settore tessile sono attesi entro il 2025, con entrata in vigore degli obblighi DPP prevista indicativamente dal 2027 (Commissione Europea, Piano di lavoro Ecodesign 2024-2027). Tuttavia, l'articolo 69 dell'ESPR prevede esplicitamente che gli atti delegati possano stabilire "periodi transitori più lunghi per le PMI" (Art. 69, par. 2, lett. h, ESPR).

Le microimprese: un caso particolare

Le microimprese godono di una protezione rafforzata. L'ESPR richiede alla Commissione di valutare, per ogni categoria di prodotto, se escludere del tutto le microimprese dagli obblighi più onerosi (Art. 69, par. 2, lett. i). Questo non significa esenzione automatica, ma una valutazione caso per caso basata su:

  • Impatto ambientale della categoria di prodotto
  • Quota di mercato delle microimprese nel settore
  • Costi di conformità proporzionati al fatturato

Cosa NON è esentato

È importante sfatare un mito diffuso: essere PMI non esenta dagli obblighi DPP. Le semplificazioni riguardano il come e il quando, non il se. In particolare:

*Soggetto agli atti delegati specifici per categoria

Categorie merceologiche: non tutti i tessili sono uguali

L'ESPR adotta un approccio per categorie. La Commissione ha identificato i tessili come settore prioritario, ma gli obblighi varieranno per tipologia di prodotto. Secondo il Piano di lavoro Ecodesign 2024-2027, le prime categorie tessili ad essere regolamentate saranno probabilmente:

  1. Abbigliamento e accessori di abbigliamento
  2. Calzature
  3. Tessili per la casa (biancheria, tappeti)
  4. Tessili tecnici e industriali

I volumi di produzione e il fatturato specifico per categoria potrebbero determinare soglie di applicabilità differenziate.

Domande frequenti

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