Giornale
Guida09 settembre 2026 5 min di lettura

Marketplace e DPP: prepararsi alle richieste di Zalando, Farfetch e Amazon

I grandi retailer online stanno già richiedendo dati di tracciabilità: ecco cosa preparare oggi per non perdere canali di vendita domani.

I marketplace non aspettano il 2027

L'ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) imporrà il Digital Product Passport per i prodotti tessili a partire dal 2027 (Regolamento UE 2024/1781). Ma chi vende attraverso i grandi marketplace online sta già ricevendo richieste sempre più specifiche.

Zalando ha lanciato nel 2023 il programma di sostenibilità che richiede ai brand partner di fornire dati su composizione dei materiali, certificazioni ambientali e condizioni di produzione (Zalando Sustainability Progress Report, 2023). Amazon, attraverso il programma Climate Pledge Friendly, etichetta i prodotti che rispettano standard di sostenibilità verificabili, premiandoli con maggiore visibilità (Amazon Sustainability Report, 2024).

Non si tratta ancora di DPP in senso stretto, ma di un'anticipazione del mercato: chi controlla la distribuzione sta costruendo l'infrastruttura dati prima che la legge lo imponga.

Cosa chiedono oggi i marketplace

Le richieste variano per piattaforma, ma convergono su alcuni ambiti fondamentali. Ecco un confronto delle informazioni già richieste o premiate dai principali canali:

Queste richieste diventeranno requisiti minimi. Il DPP, quando entrerà in vigore, aggiungerà ulteriori campi obbligatori: identificativo univoco del prodotto, informazioni sui processi produttivi, tracciabilità della supply chain fino alle materie prime (European Commission, Technical standards for DPP, 2024).

Il rischio concreto: esclusione dai canali

OGGI
Dati incompleti = ranking penalizzato, badge sostenibilità negati
2026
Richieste DPP-ready diventano prerequisito per nuovi listing
2027+
Nessun DPP = esclusione dal catalogo, impossibilità di vendere

I marketplace hanno tutto l'interesse a implementare filtri severi. Da un lato, anticipare la compliance li protegge da sanzioni future. Dall'altro, i prodotti con credenziali di sostenibilità verificabili generano maggiore fiducia nei consumatori: secondo un'indagine McKinsey, il 67% dei consumatori considera la sostenibilità un fattore d'acquisto rilevante (McKinsey State of Fashion Report, 2024).

Per i brand, questo significa che l'accesso ai canali di vendita più importanti dipenderà dalla capacità di fornire dati strutturati e verificabili.

Quali dati predisporre ora

Non serve aspettare gli standard tecnici definitivi del DPP per iniziare. La struttura dei dati richiesti è già chiara nelle bozze della Commissione Europea e nelle richieste attuali dei marketplace.

Priorità immediata:

  • Composizione dei materiali con percentuali precise
  • Paese di assemblaggio finale e, se disponibile, origine delle materie prime
  • Certificazioni in corso di validità (GOTS, OEKO-TEX, GRS, ecc.)
  • Istruzioni di cura e manutenzione standardizzate

Da strutturare entro 12 mesi:

  • Mappatura dei fornitori Tier 1 e Tier 2
  • Dati di carbon footprint a livello di prodotto o categoria
  • Indicazioni per fine vita (riciclabilità, compostabilità, istruzioni per il conferimento)

In preparazione per il DPP completo:

  • Sistema di identificazione univoca per ogni SKU
  • Infrastruttura per generare e ospitare passaporti digitali accessibili via QR code
  • Integrazione con i sistemi dei marketplace per trasmissione automatica dei dati

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