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Tecnico15 luglio 2026 5 min di lettura

GTIN, seriale o batch? Scegliere l'identificatore giusto per il DPP

La scelta tra identificatore di prodotto, di lotto o di singolo capo determina costi, granularità della tracciabilità e conformità al Regolamento ESPR: ecco come orientarsi.

Perché l'identificatore è il cuore del DPP

Il Digital Product Passport non è un documento statico: è un sistema informativo accessibile tramite un data carrier — nella maggior parte dei casi, un QR code cucito o stampato sul capo. Quel QR code deve puntare a un identificatore univoco che permetta di recuperare le informazioni di sostenibilità, composizione e filiera.

Ma "univoco" rispetto a cosa? A un modello? A un lotto? A ogni singolo capo prodotto?

La risposta ha implicazioni dirette su costi operativi, infrastruttura IT e valore informativo del passaporto. Il Regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) stabilisce che ogni DPP debba avere un identificatore unico (art. 9), ma non prescrive il livello di granularità — la scelta spetta al produttore (Regolamento UE 2024/1781, Allegato III).

I tre livelli di identificazione

GTIN
Global Trade Item Number
Identifica il modello/SKU.
Tutti i capi dello stesso articolo condividono lo stesso GTIN.
Batch/Lot
Codice lotto di produzione
Identifica un gruppo di capi prodotti insieme.
Stesso fornitore, stessa data, stesse materie prime.
Seriale
Serial Number univoco
Identifica il singolo capo.
Ogni unità ha un codice irripetibile.

Lo standard GS1 permette di combinare questi livelli in un unico GS1 Digital Link — un URL leggibile dal QR code che può contenere GTIN + batch, oppure GTIN + seriale (GS1, 2023).

Confronto pratico

Quando scegliere cosa

Solo GTIN: volumi altissimi, margini bassi

Per prodotti con migliaia di unità identiche e basso valore unitario (es. t-shirt basiche, calzini), un DPP a livello di modello può essere sufficiente. Il consumatore accede alle stesse informazioni di sostenibilità indipendentemente dall'unità acquistata. Il limite: in caso di non conformità di un lotto, non c'è modo di isolare i capi coinvolti.

GTIN + Batch: il compromesso più diffuso

Il lotto di produzione è spesso l'unità naturale di tracciabilità nella filiera tessile. Ogni ordine a un fornitore genera un batch; le materie prime sono acquistate per lotto; i test di qualità sono eseguiti per lotto. Associare il DPP al batch significa allineare il passaporto digitale ai processi già esistenti, senza dover ristrutturare la logistica.

Secondo GS1 Italy, oltre il 70% delle aziende del fashion che hanno avviato progetti pilota DPP ha scelto l'identificazione a livello di lotto (GS1 Italy, Report DPP Fashion 2024).

GTIN + Seriale: tracciabilità totale

La serializzazione di ogni capo è tipica del lusso e dello sportswear tecnico, dove il valore unitario giustifica il costo aggiuntivo. Permette:

  • Certificato di autenticità digitale — anticontraffazione
  • Tracciabilità post-vendita — riparazioni, seconda mano, riciclo
  • Dati granulari — quanti capi di quel modello sono ancora in uso?

Il costo non è solo nell'etichetta: richiede un sistema IT capace di generare, associare e gestire milioni di identificatori unici.

Il ruolo del data carrier

L'identificatore deve essere codificato in un data carrier fisico. Il Regolamento ESPR indica il QR code come soluzione preferenziale (Allegato III, punto 2.1). Lo standard GS1 Digital Link permette di costruire un URL che contiene GTIN, batch e/o seriale in un formato leggibile sia da scanner industriali sia da smartphone.

Esempio di struttura:

https://id.gs1.org/01/08012345678901/10/LOT2024A/21/00001
         └─ GTIN ─┘            └─ Batch ─┘ └─ Seriale ─┘

Domande frequenti

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