Giornale
Guida10 agosto 2026 5 min di lettura

Aggiornare il DPP nel ciclo vita: riparazione, rivendita, riciclo

Guida pratica per gestire gli aggiornamenti del Digital Product Passport quando un capo viene riparato, rivenduto o avviato al riciclo.

Il Digital Product Passport (DPP) entra in vigore progressivamente dal 2027, ma molti brand lo immaginano ancora come un documento statico: una scheda tecnica allegata al prodotto alla nascita. In realtà, il Regolamento ESPR (EU 2024/1781) prevede esplicitamente che il passaporto accompagni il prodotto per l'intero ciclo vita — inclusi riparazione, rivendita e riciclo.

Questo articolo spiega come strutturare gli aggiornamenti del DPP nei tre scenari più comuni, quali dati devono cambiare e chi è responsabile di aggiornarli.

Perché il DPP deve essere aggiornato

L'articolo 10 del Regolamento ESPR stabilisce che le informazioni contenute nel passaporto devono essere "accurate, complete e aggiornate" (European Commission, 2024). Quando un capo viene riparato con nuovi componenti, rivenduto a un secondo proprietario o avviato al riciclo, il passaporto originale diventa incompleto — e quindi non conforme.

Secondo uno studio di McKinsey & Company, il mercato dell'usato nel fashion crescerà del 127% entro il 2027, tre volte più velocemente del mercato primario (McKinsey, 2023). Ogni capo rivenduto è un capo che richiede un passaporto aggiornato.

I tre scenari di aggiornamento

🔧
Riparazione
Nuovi componenti, interventi di manutenzione, sostituzione materiali. Il DPP registra cosa è cambiato e chi ha eseguito l'intervento.
🔄
Rivendita
Passaggio di proprietà: il nuovo owner deve poter accedere al passaporto. Eventuali certificazioni o garanzie vengono trasferite.
♻️
Riciclo
Fine vita: il riciclatore accede alle informazioni sui materiali per separare e trattare correttamente i componenti.

Quali dati aggiornare in ogni scenario

La bozza degli atti delegati per il settore tessile (prevista per fine 2025) specificherà i campi obbligatori. Nel frattempo, il principio guida è: ogni modifica che altera composizione, stato o proprietà del prodotto deve essere tracciata.

Come strutturare il flusso di aggiornamento

Il brand originario resta il "data holder" primario, ma deve abilitare attori terzi — riparatori, piattaforme resale, riciclatori — ad aggiungere informazioni senza compromettere l'integrità dei dati originali.

1
Accreditamento: il brand autorizza operatori terzi (es. rete riparatori, partner resale) nel proprio sistema DPP
2
Evento: l'operatore esegue riparazione, rivendita o riciclo e genera un record strutturato
3
Validazione: il sistema verifica firma digitale e formato dati, poi aggiorna il passaporto
4
Notifica: il proprietario attuale e il brand ricevono conferma dell'aggiornamento

Questo modello — noto come "federated update" — è già adottato in settori come automotive e farmaceutico. La Commissione Europea lo raccomanda esplicitamente nelle linee guida tecniche del DPP (JRC Technical Report, 2023).

Gli errori più comuni

Trattare il DPP come un PDF. Se il passaporto è un file statico hostato su un server, non può essere aggiornato da terzi. Serve un'architettura con API o sistemi decentralizzati.

Non prevedere il fine vita. Molti brand progettano il DPP pensando solo alla vendita. Ma il riciclatore ha bisogno di informazioni precise sui materiali — e se non le trova, il capo finisce in discarica invece che in un ciclo virtuoso.

Dimenticare la privacy. Il passaggio di proprietà non deve esporre dati personali del proprietario precedente. Il sistema deve separare dati di prodotto da dati di utente.

Domande frequenti

Genera i passaporti della tua collezione

Dal foglio prodotti a QR conformi, hostati e pronti da stampare.

Inizia ora